Articoli sui progetti in Brasile

C’è una scuola nella foresta

In una remota foresta nel profondo Brasile, una scuola unisce cultura indigena e insegnamento occidentale. I genitori, pur non avendo avuto un’istruzione scolastica vogliono un futuro migliore per figli. Il bilinguismo cruciale: lingua Kraho e portoghese. Materiali didattici locali raccontano storie della foresta, preservando cultura. Obiettivo: conservare identità e apprendere. Studio in classe e pratica all’aperto.

Una scuola dove si impara il portoghese, la matematica e la geometria, ma anche la storia dei tempi in cui, prima dell’arrivo dei conquistadores, “gli animali parlavano”. Una porta aperta verso il mondo dei bianchi, per imparare a conoscerlo e a difendersi da esso senza perdere la propria identità. Per poter andare in città senza avere paura di smarrirsi o di esser sopraffatti. E un giorno magari iscriversi all’università per diventare medici o avvocati. Quel giorno è ancora lontano, ma le scuole della foresta sono già costruite dal governo ma manca la partecipazione. 

 I genitori non sanno leggere né contare. Sanno pescare, arpionare un pesce, cacciare e costruire canoe. Tutti i bambini indios devono a scuola. Alcuni di loro speriamo continueranno sino all’università, riceveranno cioè una istruzione di tipo occidentale ma al tempo stesso si porteranno dietro il bagaglio culturale indigeno.

Con questo obiettivo è inevitabile ricorrere al bilinguismo, lingua Kraho e lingua portoghese. 

Anche se con qualche variazione sul tema. La scuola nei villaggi insegna il portoghese ai bambini kraho leggendo e traducendo i testi delle scuole brasiliane. Ma questi libri parlano di cose di un altro mondo, lontane dalla loro vita. E loro devono sempre interpretarli. Così abbiamo pensato di crearci un nostro materiale didattico, sempre in portoghese. 

Ora i testi raccontano cose e storie della foresta, parlano degli alberi, dei fiumi, degli animali, della natura: è tutto quello che vediamo intorno a noi.

L’obiettivo principale è la conservazione della nostra cultura e al tempo stesso l’apprendimento della lingua portoghese. Anche noi abbiamo un nostro materiale didattico, con testi di storia indigena a partire dai primi contatti con gli occidentali. I testi sono scritti da studenti e insegnanti. Durante la settimana facciamo tre giorni di studio in classe e tre giorni di pratica all’aperto. Siamo già alla seconda generazione di alunni”, conclude Ixã: “tutti giovani che hanno potuto superare la paura della civiltà dei bianchi”